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Venzone - Santa Caterina

Il breve sentiero ad anello che seguiremo ci porterà a scoprire una parte del centro storico di Venzone, i boschi circostanti che ricoprono le pendici del Monte Bedede e alcuni antichi luoghi di culto risalenti al periodo medievale.

A conclusione della passeggiata rientreremo all'interno delle mura della cittadina per visitare il museo della Terra di Venzone che ospita la mostra permanente intitolata “Foreste, uomo ed economia”.

Inizieremo questa facile escursione dalla Piazza del Municipio di Venzone, cuore della cittadina fortificata risalente al trecento. Venzone è stata dichiarata monumento nazionale dal 1965.

Purtroppo venne rasa al suolo con il terremoto del 1976, ma fu ricostruita "com'era e dov'era" attraverso uno straordinario lavoro di restauro che ne ha mantenuto intatte le caratteristiche urbanistiche e architettoniche. Oltrepasseremo le mura di cinta varcando la porta S. Genesio, risalente al 1309: vale pena di soffermarsi ad ammirarla dato che è l'unica giunta integra fino a noi.

Superate le mura imboccheremo via Santa Caterina e, dopo una breve salita su strada asfaltata, giungeremo nei pressi di un'ancona votiva dedicata alla Madonna. È qui che svolteremo a sinistra, prendendo il sentiero che ci porterà verso le pendici del Monte Bedede .

Saremo immersi in un bosco di latifoglie, punteggiato in questo periodo dell'anno dei colori dell'autunno. Osserveremo importanti fenomeni geologici come una grotta calcarea scavata dall'acqua e la presenza di grandi blocchi di roccia franata dalla cima del Monte Bedede.

Il sentiero è fiancheggiato da muretti a secco abilmente costruiti dagli abitanti del luogo per sistemare il terreno in pendio, creando dei terrazzamenti che lo rendessero più adatto alla coltivazione.

Giunti ad un'altra ancona votiva dedicata a S. Antonio, proseguiremo diritti fino al successivo bivio dove gireremo a destra per accedere a un gradone dell'era quaternaria, il Piano di Santa Caterina.
In breve arriveremo alla chiesetta omonima, di origini quattrocentesche, posta lungo l'antico sentiero celtico che, provenendo da Gemona attraverso la sella di S. Agnese, portava ai paesi d'oltralpe.

La Chiesa di Santa Caterina fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1976 ed è stata oggetto di ricostruzione nelle sue linee originali tra il 1986 e il 1987 da un gruppo di volontari del luogo. Nel sacrato, conosciuto come "cimitero degli appestati" (si dice che nel 1855vi furono sepolti 55 morti di colera), sono oggi visibili due lapidi risalenti al 1855 e al 1866 e una lapide commemorativa del 1987.

Il percorso proseguirà poi sulla destra della chiesetta, scendendo fino a raggiungere la strada asfaltata da cui arriveremo alla Chiesa dei Santi Anna e Giacomo, situata a circa 800 metri a sud-est di Venzone, ai margini della strada celtica.

È la prima delle chiese di Venzone a essere stata ricostruita dopo il sisma del 1976. Risale probabilmente ai secoli X-XI, ossia all'epoca in cui andava diffondendosi la pratica dei pellegrinaggi a Santiago de Compostela; un periodo in cui il tratto di strada che univa Venzone a Gemona era molto frequentato.

In origine, alla chiesa era annesso un antico eremitorio (documentato nel 1336) di cui si notano ancor oggi alcuni resti murari dietro l’abside della stessa chiesa. Tale eremitorio, oltre ad assistere i pellegrini durante il viaggio, aveva probabilmente il compito di impedire l'ingresso nei centri abitati a ladri e predoni, potendo da qui dare l'allarme con i rintocchi delle campane.

Concluderemo il percorso ritornando a Venzone. Qui visiteremo il Museo delle Terra di Palazzo Orgnani-Martina, che ospita la mostra permanente "Foreste, uomo, economia del Friuli Venezia Giulia".

La mostra ha la finalità di far conoscere, attraverso un percorso didattico-espositivo, uno degli ecosistemi più complessi: la foresta e il suo importante ruolo nell'ambito regionale e mondiale.

Per chi volesse tornare a visitare il museo può contattare il comune di Venzone allo 0432-985865.