06-04-2014 - Risorgive - Molin del Bosso - Fiume Ledra (Gemona, Artegna)

In questa passeggiata si scopre il settore orientale del Campo di Gemona-Osoppo.

Questa vasta pianura sorge su un antico lago, originatosi in seguito allo scioglimento del ghiacciaio Tilaventino a partire dalla fine dell’ultimo periodo glaciale.

Il bacino originario è stato, nel corso dei millenni, colmato dai sedimenti portati dal fiume Tagliamento, ma le sue acque non sono scomparse, permangono ancora oggi a livello della falda freatica.

L’acqua sarà proprio il filo conduttore di quest’uscita.

Il percorso, ci circa 5 km, si snoda nella campagna nel comune di Artegna, al confine con Gemona del Friuli.

Qui, tra prati stabili e campi coltivati a mais, il paesaggio agrario presenta alcuni interessanti elementi di un’agricoltura di tipo tradizionale come: siepi, muretti a secco, qualche filare di gelsi e qua e là macchie di bosco planiziale.  

Proprio all’interno di una di queste macchie forestali andremo ad osservare una polla di risorgiva.

Le polle sono sorgenti di acqua dolce di origine naturale formate poiché il normale deflusso delle acque sotterranee viene sbarrato da depositi di natura impermeabile, in questo caso da marne e arenaria trasportate qui dal ghiacciaio più di 10.000 anni fa, l’acqua è quindi costretta a risalire e a sgorgare in superficie.

L’abbondanza di queste polle di risorgiva generano una fitta rete di rii che vanno ad unirsi danno origine al fiume Ledra, uno dei principali fiumi di risorgiva della regione.

Come per molti fiumi di risorgiva, anche il Ledra ha nel suo corso un andamento sinuoso, con meandri che si fanno strada lungo la piana alluvionale. A differenza dei fiumi alpini, la portata e la temperatura dell’acqua nei fiumi di risorgiva è pressoché costante e questi fattori generano un particolare microclima che da vita ad un ecosistema unico e ricchissimo di biodiversità. Attorno alle polle la vegetazione acquatica comprende specie come il ranuncolo d’acqua, il sedano d’acqua, miriofillum, zanichellia e la profumatissima menta acquatica. Anche i macroinvertebrati acquatici sono facilmente osservabili in queste limpide acque, tra le specie più comuni possiamo trovare: girinidi, tricotteri, efemerotteri, gerridi e molluschi d’acqua dolce. Vista l’abbondanza di cibo, non manca nel fiume Ledra, una comunità ittica interessante, con  trota fario, trota marmorata, temolo, cavedano e barbo.

Lungo le sponde la vegetazione arborea ripariale, con pioppi, ontani, frassini e salici, crea una volta a tunnel dentro la quale scorre il fiume. La funzione di questa fascia di vegetazione naturale non ha un valore solamente estetico ma contribuisce al rafforzamento degli argini e svolge una funzione di depurazione nei confronti della acque, oltre ad essere un importante corridoio ecologico naturale per molte specie.

L’acqua presente in abbondanza in questa zona è stata da sempre utilizzata dall’uomo non solo per uso domestico e irriguo ma anche a scopi energetici. Lungo il percorso si incontrano i resti della suggestiva centrale idroelettrica Arteniese, realizzata nel 1911 con un sistema di derivazioni e canali e poi abbandonata a partire dagli anni’60.

Durante la passeggiata faremo anche una tappa per visitare le Opere di presa del Consorzio Acquedotto Friuli Centrale, accompagnati  all’interno dell’area dal custode verrà illustrata l’importanza di quest’opera nella distribuzione dell’acqua potabile in regione. Gli impianti qui presenti, attingono dalla falda circa 1800 litri al secondo e complessivamente riescono a rifornire 250.000 persone.

Nel complesso quindi con quest’escursione si comprende un po’ meglio le peculiarità di questa parte del Friuli, toccando sia gli aspetti geologici, sia ecologici che socio-economici ma soprattutto ci permetterà di passare qualche ora all’aria aperta e in compagnia, in un posto davvero incantevole.

 

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