Sanzioni per mancata comunicazione dei dati

SANZIONI

Nessuna sanzione per omesso o incompleta comunicazione dei dati in quanto assenti i presupposti.

Per quanto attiene a:

1) Responsabile della prevenzione della corruzione.
L'art. 1, comma 8, della Legge n. 190/2012 prevede che "la mancata predisposizione del piano e la mancata adozione delle procedure per la selezione e la formazione dei dipendenti costituiscono elementi di valutazione della responsabilità dirigenziale".
L'art. 1, comma 12, della Legge n. 190/2012 prevede che: "In caso di commissione, all'interno dell'amministrazione, di un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, il responsabile individuato ai sensi del comma 7 del presente articolo risponde ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni, nonché sul piano disciplinare, oltre che per il danno erariale e all'immagine della pubblica amministrazione, salvo che provi tutte le seguenti circostanze:
a) di avere predisposto, prima della commissione del fatto, il piano di cui al comma 5 e di aver osservato le prescrizioni di cui ai commi 9 e 10 del presente articolo;
b) di aver vigilato sul funzionamento e sull'osservanza del piano".

Il successivo comma 13, quantifica l'entità della responsabilità disciplinare, a carico del responsabile della prevenzione che "non può essere inferiore alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di un mese ad un massimo di sei mesi".

L'art. 1, comma 14, individua due ulteriori ipotesi di responsabilità:

- una forma di responsabilità dirigenziale ai sensi dell'art. 21, d.lgs. n. 165 del 2001 che si configura nel caso di: "ripetute violazioni delle misure di prevenzione previste dal piano";
- una forma di responsabilità disciplinare "per omesso controllo".

2) Responsabile per la trasparenza:
L'art. 46 del d.lgs. n. 33 del 2013 prevede una responsabilità per la violazione degli obblighi di trasparenza, in particolare stabilendo che:
- l'inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente;
- la mancata predisposizione del P.T.T.
sono "elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale", nonché "eventuale causa di responsabilità per danno all'immagine dell'amministrazione" e sono comunque valutati ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla prestazioni individuale dei responsabili.
È esclusa la responsabilità del responsabile ove l'inadempimento degli obblighi summenzionati di cui al comma 1, dell'art. 46, sia "dipeso da causa a lui non imputabile".

3) Responsabilità dei dipendenti per violazione delle misure di prevenzione.

Le misure di prevenzione e contrasto alla corruzione adottate nelle singole amministrazioni e trasfuse nel P.T.P.C. devono essere rispettate da tutti i dipendenti e "la violazione delle misure di prevenzione previste dal piano costituisce illecito disciplinare" (art. 1, comma 14, Legge n. 190/2012).

4) Responsabilità dei titolari di posizione organizzativa per omissione totale o parziale o per ritardi nelle pubblicazioni prescritte.

L'art. 1, comma 33, l. n. 190 stabilisce che la mancata o incompleta pubblicazione, da parte delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni di cui al comma 31:
- costituisce violazione degli standard qualitativi ed economici ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del d.lgs. n. 198 del 2009;
- va valutata come responsabilità dirigenziale ai sensi dell'art. 21 del d.lgs. n. 165 del 2001;
- eventuali ritardi nell'aggiornamento dei contenuti sugli strumenti informatici sono sanzionati a carico dei responsabili del settore.

Il mancato adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente costituisce:
–  elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale;
–  eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’Amministrazione;
–  oggetto di valutazione ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla prestazioni individuale del Titolare di posizione organizzativa.


Profili sanzionatori specifici, derivanti dal  D.Lgs. n. 33 del 2013:

Art. 22: Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli enti pubblici vigilati e agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonché alle partecipazioni in società di diritto privato.

Tipologia di Inadempimento:Mancata o incompleta pubblicazione sul sito della Pubblica Amministrazione vigilante dei dati relativi a:
–  ragione sociale;
–  misura della partecipazione della P.A., durata dell’impegno e onere gravante sul bilancio della P.A.;
–  numero dei rappresentanti della P.A. negli organi di governo e trattamento economico complessivo spettante ad essi;
–  risultati di bilancio degli ultimi 3 esercizi;
–  incarichi di amministratore dell’ente e relativo trattamento economico
Sanzione: Divieto di erogare a favore degli enti somme a qualsivoglia titolo da parte della Pubblica Amministrazione vigilante.
Tipologia di inadempimento:Mancata o incompleta pubblicazione dei dati da parte degli enti pubblici o privati vigilati relativamente a quanto previsto dagli artt. 14 e 15 per:
–  componenti degli organi di indirizzo;
–  soggetti titolari di incarico.
Sanzione: Divieto di erogare a favore di tali enti somme a qualsivoglia titolo da parte della Pubblica Amministrazione vigilante.

Art. 15: Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari d’incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza.
Tipologia di inadempimento: Omessa pubblicazione dei dati di cui all’art. 15, comma 2:
–  estremi degli atti di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti estranei alla P.A., con indicazione della ragione dell’incarico e dell’ammontare erogato;
–  incarichi di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni per i quali è previsto un compenso, con indicazione della ragione dell’incarico e dell’ammontare erogato.
Sanzione: in caso di pagamento del corrispettivo:
–  responsabilità disciplinare;
–  applicazione di una sanzione pari alla somma corrisposta.

Art. 47: Sanzioni per casi specifici
Tipologia di inadempimento: Violazione degli obblighi di comunicazione dei dati di cui all’art. 14 riguardanti i componenti degli organi di indirizzo politico, con riferimento a:
–  situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico;
–  titolarità di imprese;
–  partecipazioni azionarie, proprie, del coniuge e parenti entro il secondo grado di parentela;
–  compensi cui dà diritto la carica.
Sanzione:
–  Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata comunicazione;
–  Pubblicazione del provvedimento sanzionatorio sul sito internet della amministrazione o degli organismi interessati.
Tipologia di inadempimento:Violazione degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 22, comma 2, relativi agli enti pubblici vigilati, agli enti di diritto privato in controllo pubblico e alle società con riferimento a:
–  ragione sociale;
–  misura della partecipazione della P.A., durata dell’impegno e onere complessivo gravante sul bilancio della p.a.;
–  numero dei rappresentanti della P.A. negli organi di governo e trattamento economico complessivo spettante ad essi;
–  risultati di bilancio degli ultimi 3 esercizi;
–  incarichi di amministratore dell’ente e relativo trattamento economico complessivo.
Sanzione:
–  Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della violazione.
Tipologia di inadempimento: Mancata comunicazione da parte degli amministratori societari ai propri soci pubblici dei dati relativi al proprio incarico, al relativo compenso e alle indennità di risultato percepite.
Sanzione:
–  Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico degli amministratori societari.

Per quanto riguarda le sanzioni derivanti dalle violazioni degli obblighi in materia di trasparenza, si precisa che alla data attuale la Comunità Montana del Gemonese non ha adottato il relativo regolamento né ha individuato il soggetto cui compete, rispettivamente, l’istruttoria e l’irrogazione delle sanzioni; si applica, pertanto, quanto disposto con deliberazione n. 66/2013 dalla CIVIT (attuale A.N.A.C.):

“ciascuna amministrazione provvede, in regime di autonomia, a disciplinare con proprio regolamento il procedimento sanzionatorio, ripartendo tra i propri uffici le competenze, in conformità con alcuni principi di base posti dal legislatore del 1981. […]. Nelle more dell’adozione del regolamento gli enti, nell’esercizio della loro autonomia, sono tenuti ad indicare un soggetto cui compete l’istruttoria ed uno a cui compete l’irrogazione delle sanzioni. Qualora gli enti non provvedano al riguardo, tali funzioni sono demandate, rispettivamente, al Responsabile della prevenzione della corruzione e al responsabile dell’ufficio disciplina. Quest’ultimi agiranno sulla base dei principi sopra evidenziati e contenuti nella legge n. 689/1981”.