Fruibilità turistica

Prima di procedere alla descrizione dei servizi offerti lungo “La Via delle Malghe e dei Rifugi” ci permettiamo di ricordarVi quanto del fascino della camminata in montagna risieda proprio nell’asprezza e nella solitudine in cui sono immersi i luoghi. Molte delle Casere che l’escursionista incontra lungo l’itinerario non forniscono alcun tipo di servizio turistico: sono testimonianze della vita di montagna di un tempo, che ancora oggi mostra la volontà di voler sopravvivere.Vi consigliamo di ammirarle pensandole nel contesto in cui sono state costruite, di apprezzare l’armonia fra strutture e paesaggi, di intraprendere questo itinerario lasciandoVi alle spalle la vita di tutti i giorni, come se fosse una passeggiata in un’altra realtà…

Il passo del Pramollo, situato in Comune di Pontebba lungo il confine italo-austrico, è tappa obbligata dell’itinerario proposto. La località, sebbene tradizionalmente conosciuta come polo turistico invernale grazie alle numerose piste situate in territorio austriaco, è divenuta negli ultimi anni meta turistica discretamente frequentata anche nella stagione estiva.

L’offerta ricettiva in territorio italiano è costituita dall’albergo “Al Gallo Forcello”, 98 posti letto (apertura: 01/01-20/04; 26/06-30/09; 15/12-01/01), e dall’albergo “Wulfenia”, 20 posti letto (apertura: 01/01-15/04; 15/06-20/09; 08/12-01/01), entrambi classificati come strutture a 3 stelle.

Poco lontano da passo Pramollo è situata Casera Auernig (1.609 m.), una fra le poche casere ancora annualmente monticate lungo il confine italo-austriaco. Facilmente raggiungibile tramite la carrareccia, Casera Auernig non offre alcun tipo di servizio all’escursionista, sebbene s’affacci su di un incantevole panorama.

Percorrendo un tratto di strada dapprima provinciale ed in seguito forestale, l’escursionista s’imbatte nel Rifugio alpino Baita Winkel (1.470 m.). Il rifugio, costruito del 1968 sui resti della vecchia Casera Winkel, è arredato con 7 letti a castello per un totale di 14 posti letto e con l’occorrente per una cucina rustica.

Attualmente l’ex Azienda delle Foreste della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha concesso Baita Winkel in uso gratuito alla sezione C.A.I. di Pontebba: la baita è pertanto chiusa al pubblico. Superata la sella della Pridula e la conca di Pricot, con le numerose baite di proprietà privata qui locate, l’escursionista giunge all’agriturismo “Alla vecchia latteria” nella frazione di Studena bassa, a circa 4 km da Pontebba. L’agriturismo, dotato di 42 posti a sedere, è aperto tutti i giorni da luglio alla prima settimana di settembre e nel fine settimana da dicembre a fine maggio: offre la possibilità di riposarsi dalla fatica della camminata degustando prodotti tipici locali ed è fornito inoltre di 11 posti letto.

Risalito il versante opposto, l’escursionista incontra dapprima Casera Glazzat bassa (1.220 m.) e in seguito Casera Glazzat alta (1.348 m.), entrambe di proprietà del Comune di Pontebba. Casera Glazzat bassa, sebbene funzionalmente coesa con Casera Glazzat alta, non offre all’escursionista alcun tipo di servizio. Casera Glazzat alta è invece punto agrituristico posto in posizione panoramica di singolare bellezza ed aperto solo nel periodo estivo. La struttura, raggiungibile anche con automezzi tramite una carrareccia che sale da sella di Cereschiatis esclusivamente nel periodo dell’alpeggio, offre la possibilità di acquistare burro, formaggi, ricotta ed insaccati, ed è dotata di 20 posti a sedere all’interno ai quali vanno ad aggiungersi quelli nell’area esterna. Dispone inoltre di 13 posti letto.

Lasciata Casera Glazzat alta, l’escursionista si dirige verso le malghe di proprietà del Comune di Moggio Udinese. Dapprima Casera Laduset (1.330 m.), che non offre alcun tipo di servizio; di seguito Casera Palis di Lius (1.482 m.), che offre possibilità di ricovero ed è fornita di cucina. Ancora Casera Turiee (1.555 m.), un ex stallone recuperato dall’ex Azienda delle Foreste della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che se ne è riservata l’uso: la casera offre possibilità di ricovero ed è fornita all’esterno da una conduttura d’acqua corrente. Infine Casera Pradulina (1.436 m.), che sorge nella parte alta del vallone del rio Pradulina, adagiata in un ampio pascolo. Da qualche tempo la casera viene scarsamente monticata ed è stata perciò adattata a ricovero sempre aperto e fornito di acqua corrente. Scendendo verso la strada che collega Pontebba a Casera di Lanza, l’escursionista s’imbatte nel Rifugio Pezzeit (1.474 m.), di proprietà del Comune di Moggio Udinese. Il rifugio, anch’esso costruito sui resti di una vecchia casera, è costituito da un piano terra e da un sottotetto, unica zona aperta al pubblico e alla quale si accede tramite una scala esterna a pioli: sul pavimento in legno sono sistemati 14 materassini. Il locale prende luce da due finestrelle a vetri e può essere utilizzato unicamente come alloggio: è possibile rifornirsi d’acqua grazie ad una sorgente che dista circa 20 m. dal rifugio.

Oltrepassato il torrente Pontebbana, l’escursionista giunge in breve a Casera Rio Secco (1.165 m.). L’agriturismo, aperto da metà giugno a fine settembre e facilmente raggiungibile anche tramite la strada sterrata proveniente da passo Pramollo, offre la possibilità di ristoro con 20 posti a sedere all’interno, a cui vanno sommati quelli dell’area esterna. Dispone inoltre di 14 posti letto. Proseguendo per alcuni km in direzione Casera di Lanza, s’incontrano dapprima Casera Casarotta (1.420 m.), ed in seguito, dopo aver imboccato il sentiero C.A.I. n° 440, Casera di Aip (1.679 m.): entrambe non offrono all’escursionista alcun tipo di servizio. Proseguendo lungo le pendici della Creta di Aip si raggiunge il Bivacco Lomasti (1.900 m.), collocato nei pressi dell’erbosa Sella di Aip, sul crinale che delimita il confine fra Italia e Austria. Il bivacco deve il suo nome al ricordo di Ernesto Lomasti, giovane alpinista friulano che trovò la morte nel 1979, precipitando nella zona della Gruviera mentre arrampicava in solitaria. Inaugurata nello stesso anno della morte del giovane amante delle cime, la costruzione è del tipo Fondazione Berti con intelaiatura in ferro, ricoperta da lamiera dal caratteristico colore arancione: dispone di 12 posti letto su brandine di ferro fornite di materassi e coperte oltre che di attrezzature e stoviglie sufficienti ad un rustico soggiorno. In caso di buone condizioni metereologiche, è possibile accamparsi sul terrazzo erboso intorno al bivacco, nei pressi del quale una sorgente permette di rifornirsi d’acqua. Decidendo di proseguire il cammino in territorio austriaco, l’escursionista incontrerà numerose casere per la maggior parte fornite di servizi.